Il processo fondamentale che sta alla base del funzionamento di uno scanner di tipo tradizionale è quello che permette la trasformazione di un'immagine in una serie di informazioni che possano poi essere utilizzate come immagine digitale e quindi gestita come tale. Una volta avviato l'apparecchio, un fascio di luce investe il documento da "scannerizzare" posizionato sull'apposito ripiano; in questo modo, attraverso un sistema di lenti e di specchi mobili (le ottiche), le singole linee dell'immagine vengono proiettate sui CCD (Charged Couplet Device) dello scanner, vale a dire i suoi sensori ottici, che sono in grado di trasformare l'immagine in una serie di punti colorati i quali andranno a costituire l'immagine che verrà visualizzata sul monitor, riproducendo così il documento iniziale in maniera più o meno definita, a seconda della capacità dello scanner utilizzato; questa viene di solito espressa in dpi (dots per inch, "punti per pollice").
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