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Recensione Il cavaliere inesistente, Italo Calvino

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Italo Calvino
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Sab Ago 25, 2007 9:19 pm - Salva recensione     
Recensione: Recensione Il cavaliere inesistente, Italo Calvino


Il cavaliere inesistente uscì presso l'editore Einaudi di Torino nel novembre del 1959, quando Calvino era da poco partito per un viaggio di alcuni mesi negli Stati Uniti d'America.

Questo romanzo di Calvino viene ad affiancarsi a Il visconte dimezzato e a Il barone rampante, compiendo una trilogia di emblematiche figure, quasi un albero genealogico di antenati dell'uomo contemporaneo. Stavolta Calvino si è spinto più a ritroso nei secoli e il suo romanzo si svolge tra i paladini di Carlomagno, in quel Medioevo fuori d'ogni verosimiglianza storica e geografica che è proprio dei poemi cavallereschi.

Ma il sapore delle invenzioni calviniane è più che mai moderno. Quando sarebbe stato possibile dar vita ad Agilulfo, il cavaliere inesistente, se non oggi, nel cuore della più astratta civiltà di massa, in cui la persona umana tanto spesso appare cancellata dietro lo schermo delle funzioni, delle attribuzioni e dei comportamenti prestabiliti? Chi più simile a un guerriero chiuso e invisibile nella sua armatura, delle migliaia di uomini chiusi e invisibili nelle proprie automobili che ci sfilano ininterrortamente sotto gli occhi? E lo scudiero Gurduhi, il quale c'è ma non sa di esserci, potrebbe forse essere concepibile al di fuori di tutta la letteratura d'oggi, volta a indagare l'umanità precosciente, l'esistenza ancora indiffe¬renziata dal mondo delle cose? E - tra le apparizioni che fanno da coro alla vicenda - il grottesco wagneriano dei Cavalieri del Gral non ha esso pure un sapore d'attualità, oggi che va di moda il buddismo «zen»?

Ma quel che più conta è che Il cavaliere inesistente si legge prescindendo da tutti i possibili significati, divertendosi alle avventure di Agilulfo e di Gurduhi, della fiera amazzone Bradamante e del giovane Rambaldo, del cupo Torrismondo, della maliziosa Priscilla e della placida Sofronia. In mezzo al succedersi di trovate buffonesche, di battaglie e duelli e naufragi, non si tarda a scoprire l'accento solito di Calvino, la sua morale attiva e il suo ironico e malinconico riserbo, la sua aspirazione a una pienezza di vita, a un'umanità totale.
Il cavaliere inesistente, Italo Calvino - Arnoldo Mondadori Editori

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