L'illuminato Allucinato Philip K. Dick, al quale il cinema ha già scippato "Biade Runner", "Total Recall", "Screamers", "Impostor", "Minority Report" e "A Scanner Darkly", avrebbe gradito la coincidenza: il suo racconto/pepita "The Golden Man" si è fatto film per mano di uno sceneggiatore chiamato Gary Goldman. Tutto il resto lo disgusterebbe. A cominciare dalla maldestra intenzione di tramutare i suoi sopraffini incastri temporali tra presente e futuro in un actùm movie che li usa a pretesto disinnescandoli. Lee Tamahori, regista (mezzo) maori un tempo guerriero, poi persosi tra scomodi omicidi pretenziosi e 007 senza pretese, si ostina nell'azione fine a se stessa, prevedibile, fracassona, senza idee e nemmeno troppi soldi. Davvero in grado di prevedere il proprio futuro con l'anticipo di 2 minuti, un mago di Las Vegas si esibisce sul palco e ai tavoli dei casinò. Poiché il suo personaggio deve convincerci che il dono è in realtà condanna, Nicolas Cage indossa l'espressione afilitto/concentrata adatta a ruoli più amarognoli (il trascurato "The Weather Man"). Terroristi atomici minacciano la CaIifornia,julianne Moore (Fbi) vuole l'aiuto del malcapitato che vede lungo e ama jessica BieI. Colpi di sonno prima del colpo di scena.
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