Con It's a Free World, al contrario, l'inglese Ken Loach fa il verso a se stesso: l'odissea di due donne immigrate nell'illegalità, a cui le costringerebbe il governo «borghese», appartiene in pratica alla routine polemico-sindacalistica dell'autore de Il mio nome è Joe e Lady Bird Lady Bird. Impegnato soltanto a scuotere l'opinione pubblica dei compatrioti, il regista ricicla uno stile documentaristico che vorrebbe ispirarsi al realismo socialista, ma finisce col riciclare gli instant-movies televisivi del probo Channel 4. Più che la lotta tra approfittatori e lavoratori senza copertura, il film dall'andamento rumoroso e svelto sembra mettere in scena il match infinito di Loach con i propri fantasmi post-caduta del muro. In quanto a Les amours d'Astrée et de Céladon di Rohmer, si può dire appena che l'adattamento di un romanzo del XVII secolo ispirato alla mitologia greca fa la spola (ardita quanto noiosissima) tra il romanticismo arcadico e il fantasy ultramoderno.
Il Mattino, 2 settembre 2007
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