Quando ho cominciato a scrivere Il visconte dimezzato, volevo soprattutto scrivere una storia divertente per divertire me stesso, e possibilmente per divertire gli altri; avevo questa immagine di un uomo tagliato in due ed ho pensato che questo tema dell'uomo tagliato in due, dell'uomo dimezzato fosse un tema significativo, avesse un significato contemporaneo: tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti, tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l'altra. Per fare questo ho cercato di mettere
su una storia che stesse in piedi, che avesse una simmetria, un ritmo nello stesso tempo da racconto di avventura ma anche quasi da balletto. TI modo per differenziare le due metà mi è sembrato che quella di fame una ca tiva e l'altra buona fosse quella che creasse il masso contrasto. Era tutta una costruzione narrativa basata contrasti. Quindi la storia si basa su una serie di effer.: di sorpresa: che, al posto del visconte intero, ritorni paese un visconte a metà che è molto crudele, mi è parso che creasse il massimo di effetto di sorpresa; che ad un certo punto, si scoprisse invece un visconte a lutamente buono al posto di quello cattivo creava un élitra effetto di sorpresa; che queste due metà fosser egualmente insopportabili, la buona e la cattiva, era effetto comico e nello stesso tempo anche significati"o perché alle volte i buoni, le persone troppo programmaticamente buone e piene di buone intenzioni sono d terribili scocciatori. L'importante in una cosa del genere è fare una storia che funzioni proprio come tecnica narrativa, come presa sul lettore. Nello stesso tempo, io no anche sempre molto attento ai significati: bado a che una storia non finisca per essere interpretata in ma contrario a come la penso io; quindi anche i significa::l sono molto importanti, però in un racconto come que l'aspetto di funzionalità narrativa e, diciamolo, di divertimento, è molto importante. lo credo che il divertire sia una funzione sociale, corrisponde alla mia morale; penso sempre al lettore che si deve sorbire tutte queste pagine, bisogna che si diverta, bisogna che abbia anche una gratificazione; questa è la mia morale: uno ha comprato il libro, ha pagato dei soldi, ci investe del suo tempo, si deve divertire. Non sono solo io a pensarla così, ad esempio anche uno scrittore molto attento ai contenuti come Bertolt Brecht diceva che la prima funzione sociale di un'opera teatrale era il divertimento. lo penso che il divertimento sia una cosa seria.
Il visconte dimezzato, Italo Calvino - Mondadori
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