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Il fu Mattia Pascal, Luigi Pirandello

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Mar Nov 13, 2007 8:16 pm - Salva recensione     
Recensione: Il fu Mattia Pascal, Luigi Pirandello


«Una delle poche, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal»: ma anche la certezza del proprio nome doveva svanire ben presto nella vita del bibliotecario Mattia Pasca!. A lui il caso ha dato una clamorosa possibilità: rinascere, azzerare il proprio passa­to e ricominciare una nuova vita. Moglie, suocera e amici lo riconoscono nel cadavere di un suicida e lo credono morto. Ricco, grazie a una vincita al gioco, può rifarsi una nuova vita e si inventa così il ruolo di Adriano Meis. Ma la libertà appena acquisita è in realtà una ferrea prigione: non è nes­suno, non esiste, non ha una realtà sociale, è un « forestie­re della vita». Nemmeno l'amore che prova per la dolce Adriana può aiutarlo (come può sposarsi?), l'unica soluzio­ne è morire di nuovo: uccidere Adriano e far rinascere Mat­tia. La sua nuova identità ora è quella del fu Mattia Pascal: un morto-vivo che non può riprendere la vita di prima (la moglie si è risposata) e a cui non resta quindi che ritornare bibliotecario in un paese dove nessuno legge e andare di tanto in tanto a far visita alla propria tomba. Il romanzo, pubblicato nel 1904, scandaglia, anche umoristicamente, la realtà piccolo-borghese ed evidenzia l'im­possibiità per l'uomo di essere totalmente artefice del pro­prio destino.
Il fu Mattia Pascal, Luigi Pirandello - Mondadori



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