La grande allegoria illuministica del Flauto magico mozartiano, da cui prendono le mosse queste riflessioni sui caratteri della politica borghese, si fonda sull'ambiguità dei doni di Sarastro, che limita l'emancipazione nel momento stesso in cui la concede, selezionandone i benefici e destinandoli a perpetuare la gestione autoritaria della Ragione.
In un percorso che attraversa l'intero arco delle teorie moderne sul potere, fino alla recente riproposta dell'autonomia del politico, Illuminati critica una concezione dei rapporti sociali che promette derisorie emancipazioni e produce effetti di conoscenza solo a prezzo di disuguaglianza e assoggettamento.
Nel rifiutare questi ingannevoli doni, una politica rivoluzionaria deve riappropriarsi della gestione delle contraddizioni sociali, restituendo natura terrena agli strumenti dell'operare collettivo. Il senso forte della laicità della politica, contro ogni trasfigurazione mistica e contro ogni «realismo» riformista, deve dunque basarsi ancora su un tipo diverso di politica, la cui praticabilità di massa si fondi sulla lotta delle classi.
Gli inganni di Sarastro, Augusto Illuminati - Einaudi
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