La radio privata italiana è oggi - a pieno titolo - un apparato produttivo di larga scala, al pari della televisione, dell'editoria o di altri grandi settori dell'industria culturale. Tuttavia, agli inizi (quando, nel lontano 1974, la prima stazione accendeva la sua antenna), le cose erano profondamente diverse. Quello dell'emittenza "libera" era un fenomeno prettamente artigianale. L'opera nasce allora dall'esigenza di ricostruire il percorso evolutivo che ha portato le prime radio locali a trasformarsi in network, focalizzandosi sui formati, sulle difficoltà legislative e, in ultimo, sulle vicende umane dei protagonisti. Il racconto inizia alla fine della prima metà degli anni settanta (quando l'entusiasmo e lo spirito pionieristico prevalgono sulla professionalità e sull'esigenza di organizzazione interna), si protrae lungo gli anni ottanta e novanta (quando le emittenti più forti si espandono geograficamente, sperimentando una programmazione più rigida) e si conclude all'alba del nuovo millennio (quando i network hanno raggiunto ormai una dimensione industriale). La storia dei maggiori gruppi radiofonici viene trattata caso per caso, nel tentativo di offrire un abbozzo del clima in cui gli operatori lavoravano. Un ampio spazio viene riservato poi all'analisi della figura del disc-jockey - in quanto elemento centrale dell'emittenza privata e artista tout court - e delle musiche elettroniche. Infine, in appendice, sono state inserite alcune "chiacchierate" con personaggi rappresentativi dell'universo radiofonico, allo scopo di arricchire' di dati e di aneddoti la narrazione.Per la semplicità con cui le tematiche sono trattate, il testo si presta non solo a un uso didattico ma anche a una lettura di puro intrattenimento, di pura curiosità verso il fenomeno.
Dalla libertà alla musica, Francesco Marinozzi - Philos
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