Viaggio nell'entroterra napoletano per documentare alcune delle conseguenze dell'emergenza rifiuti: le discariche pubbliche non rispettano le norme di legge, i veleni a sorbiti dal terreno sono causa di morte per le pecore che vi pascolano, gli inceneritori programmati non vengono costruiti. E la camorra prospera grazie alla latitanza dell'iniziativa pubblica.
Pensato e realizzato prima che scoppiasse sui mass media il problema dei rifiuti in Campania (una prima versione era stata presentata a novembre al Festival di Torino) questo film ha il grande merito di evitare i toni facilmente apocalittici per documentare sul campo le conseguenze di una "emergenza" che ormai dura ufficialmente da piu di 15 anni. Pensato e diretto da una delle migliori montatrici italiane (Esmeralda Calabria) con la collaborazione di un giovane regista (Andrea D'Ambrosio) e di un giornalista (Peppe Ruggiero), il film utilizzato come guida un appassionato "ecologista" locale, Raffaele Del Giudice, per trasmettere allo spettatore soprattutto il senso di impotenza che i campani sentono sulla loro pelle (come Del Giudice che non conta piu i compleanni ma le discariche abusive che trova) e sottolineare la totale latitanza delle istituzioni. Un bell'esempio di impegno civile, convinto (giustamente) che il cinema possa incidere sul reale.
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